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Sopra: locandina Carlo Cialdo Capelli

Testo accessibile:
MAMbo, Carlo Cialdo Capelli
Martedì 23 Dicembre ore 18.30

Harmonices mundi
Il suono continuo è un suono che riempie completamente lo spazio acustico e non lascia più posto al pensiero, poiché il nostro spazio interiore agisce nello stesso spazio acustico del mondo esteriore. Tolti di mezzo i pensieri, il suono parla direttamente all’inconscio, e navigare nel mare dell’ascolto può diventare un’esperienza mistica come se recitassimo noi stessi una preghiera o un mantra.

Materiali a seguire: testo della serata dalla presentazione di Carlo Cialdo Capelli.

La struttura dell’installazione
L’installazione (nella sua forma più semplice) è una sonificazione del movimento dei sei pianeti conosciuti da Keplero (Mercurio, Venere, Terra Marte, Giove, Saturno), i soli pianeti che si possono vedere a occhio nudo.
La costruzione della sonificazione parte dai frammenti musicali che Keplero aveva scritto associando alle note musicali, la velocità orbitale di ciascun pianeta nel corso della sua orbita.

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Su questa base ho costruito un brano musicale mettendo in relazione i frammenti musicali con la durata reale delle orbite dei pianeti. Ne è scaturito un brano della durata di circa 32 minuti (durata dell’orbita di Saturno). Le melodie dei pianeti si muovono attraverso quattro altoparlanti, a simulare le orbite

Carlo Cialdo Capelli 2008

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Immagine dal programma di sala: raffigurazione tattile delle orbite

Il testo di Keplero:

Da “Harmonices Mundi“ (J. Kepler – Libro V capitolo X)
Dalla musica celeste all’uomo in ascolto; dai sei pianeti che girano generando armonia, al Sole, immobile al suo posto.
Quali occhi o istinto possono vedere o percepire il moto dei pianeti, emissioni di armonia tanto desiderabili che non solo si diffondono dal Sole in ogni parte del mondo, così come la vita si propaga dal cuore, ma che a loro volta si riuniscono nel Sole da ogni parte del mondo.
Abbandonandosi al soavissimo coro dei pianeti si potrebbe così sognare che nel Sole abita l’intelletto semplice, il fuoco intellettuale fonte di ogni armonia e proporzione e di poterne prenderne il posto al centro di tutte le orbite.
Tempi strani e meravigliosi questi, in cui grandi trasformazioni mutano la nostra visione della natura delle cose, e tuttavia, solo la nostra visione si espande e si altera, non le cose in sé. Ma qui, al posto del Sole, davanti a tanto spettacolo interrompo volutamente ogni speculazione esclamando: Grande è il Signore Nostro, lodatelo voi o armonie dei cieli. A Lui la lode, l’onore e la gloria.