“Il mio scopo non è quello di creare la bellezza ma la normalità”
Dai. M. Davies, Chirurgo estetico, Londra
(citazione tratta da Chirurgia estetica, a cura di Angelika Taschen, Taschen, 2006)

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Asian Lednev con l’ Herpes Zoster (Varicella)

Ebbene, dopo tanti scritti e pensieri sul corpo eccolo puntuale che il MIO corpo si palesa in una forma, direi, infantile: la varicella.
Questo mi fa pensare molte cose: intanto un pensiero al mio sistema immunitario che purtroppo non ha un upgrade digitale (altre forme più complesse dovrò adottare; ben più complesse e lente).
Il secondo pensiero va al social park: in un momento in cui la mia immagine è sfigurata dalle “mille mille mille bolle… rosa” penso a quanta fatica ed energia si spende per curare il proprio corpo e alla facilità nell’apparire belli in SL.
Il solito gioco retorico che funziona sempre: un mondo nel quale si è tutti belli, tutto diventa normale (che poi è quello che suggerisce nell’incipit il chirurgo estetico).
Cambiamo prospettiva: se l’essere “diversamente” (non importa cosa) fosse proprio la base di partenza per ridisegnare tutto (second life) in una nuova, originale e personale chiave creativa piuttosto che ricalcare le modalità di RL (nota formula che tutti declamano ma in pochissimi casi ho visto applicare)?
Alla fine ci ricadono quasi tutti gli artisti, se non nella forma nel ruolo stesso di artista, nel suo statuto (qui mi rifersico anche ad un post di Laura). Second life propone un vero cambio di attitudine verso le cose tutto da raccogliere.