Avevo scritto queste brevi parole come commento al mio post precedente. Poi per ragioni mie di “archiviazione” ho preferito spostarle qui. Segue il testo:

Second life risponde a tutte le regole della visione della real life: prospettiva, proporzioni, tangibilità delle cose. Gli immaginari che vi si compongono all’interno sono quasi sempre arrivati dalla real life. Poche cose sono “originali”, “native” di second life. Per questo, credo, compio queste doppie letture “citando” testi sulla visione, sulla percezione ecc… Per capire i lati deboli di un ambiente nel quale farò certamente delle cose: una stanza tutta per me, ad esempio. Ma non essendo un problema di forma (non voglio disegnare una cosa “bella” ma di “second life”) ci sto lavorando sopra di concetto (capire il valore dei prim organizzati come dispositivo).
Prima di essere un problema di forma è un problema di quantità di informazioni che si possono incontrare, manipolare e trasmettere in SL.
L’immersività deve contenere tutto il corpo non solo quello dell’avatar.