“This is for you asian”, scultura di luce di Luce Laval

Lavorare con Roberta Greenfield in questi giorni passati per l’apertura del nuovo evento in galleria è stato davvero spassoso ed esaltante. E il motivo è Luce Laval, un artista davvero a tutto tondo di Second Life.
Come già avevo avuto modo di dire per Solkide Auer, anche nel suo caso la misura del suo lavoro parte da una conoscenza approfondita della programmazione di script che ne estremizza le applicazioni.
La soluzioe scelta per la Greenfield Room è una semplice scultura sensibile alla presenza dell’avatar. Già ne hanno parlato Roberta Greenfield e Joannes e ne parla anche Laura.
Ma il vero grado di sperimentazione che applica lo si misura in una serie di sculture luminose che definirei tribali. Sembrano in preda a scariche epilettiche: saltano, pogano, si ribaltano, provocando empaticamente un senso di grande ilarità: fanno sorridere l’anima.
Tribali non solo per i movimenti semplici ripetuti e improvvisi, ma ancora di più perchè sono ipnotiche; richiamo attenzione e suggeriscono il movimento. In questo risveglia ancora più approfonditamente una complicità tra l’osservatore e l’opera: i due cominciano a muoversi allo stesso tempo: il corpo e lo sguardo diventano puro movimento.
Se in COME IN l’avatar diventa l’agente per fare funzionare l’opera, in queste sculture “tribali” è l’intero apparato visivo che viene attivato creando sinestesie con tutto il corpo.

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