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Ieri ho aperto una nuova area dove faccio cose un poco più sperimentali. Il gruppo di lavoro è sempre lo stesso di qualche giorno fa. Chi siamo? Insieme abbiamo aperto una associazione: 0gk. Un nome trovato per caso che nessuno ha poi voluto cambiare. Cosa significa? Leggete qui. Qualche tempo fa con Adriana e Maurizio Giuffredi dell’associazione 0gk abbiamo fatto qualcosa anche su Second Life: Outsider Art Archive (OAA), un pensiero sulla produzione e comunicazione dell’arte irregolare in rete.
Sarà un posto dove fare diverse cose: riflettere sulle tematiche del non-visivo, dell’arte irregolare, diproduzione, di fruisione di arte-terapia, di allestimenti di installation art. Nelle diverse chiavi Un site specific dove riflettere del contemporaneo.
Nel frattempo domani, 25 Novembre si parte con la conferenza stampa. Location: MAMbo, Museo d’arte Moderna di Bologna. Occasione? Le sette serate già presentate e la presentazione del sito.
Qui sotto la locandina. Toccare per ingrandire.

locandina_collezionimaiviste

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Da tempo mi occupo con Maurizio Giuffredi (docente di psicologia dell’arte) e con Fernando Torrente (psicologo non-vedente) di progetti, di natura sperimentale, che intendono dilatare e diversificare le possibilità di accesso al museo, esplorando ambiti inventivi e discorsivi comuni a vedenti e non vedenti. Dal 27 novembre 2008 al 15 gennaio 2009, ci sarà un ciclo di sette serate-incontro che sonderanno quegli aspetti degli ambienti e delle collezioni del MAMbo percepibili anche senza l’uso della vista. Il MAMbo è il Museo d’arte moderna di Bologna che ospita questo evento con il supporto economico della fondazione Unicredit e il competente supporto critico e organizzativo della conservatrice Uliana Zanetti e tutto lo staff del museo (in testa a tutti il direttore Gianfranco Maraniello che ringrazio).
Il progetto, intitolato “Collezioni mai viste” si avvale della partecipazione di sette autori, uno per ciascuna serata, provenienti da diversi ambiti creativi, che proporranno interventi appositamente ideati o rielaborati per l’occasione:

27 novembre 08 … Paolo Nori, scrittore,
4 dicembre 08 … Ottonella Mocellin/Nicola Pellegrini, artisti,
11 dicembre 08 … Ugo Cornia, scrittore,
18 dicembre 08 … Salvatore Sciarrino / Lost Cloud Quartet concerto
23 dicembre 08 … Carlo Cialdo Capelli, installazione musicale
8 gennaio 09 … Giacomo Verde, performance
15 gennaio 09 … Stefano Bartezzaghi, enigmista.

Il MAMbo si propone come uno spazio di incontro e di scambio; i sette autori sono stati invitati a raccontare il museo e le collezioni utilizzando le loro parole, la loro sensibilità, lasciandosi ispirare dalle collezioni stesse interpretate come muse: ogni autore offrirà la sua esperienza del luogo e della collezione attraverso interpretazioni originali che non presupporranno la visione diretta delle opere, pur accogliendo il pubblico nelle sale espositive. E’ comunque una ricerca di un piacere: di conoscere e di incontrare
Questi incontri permetteranno di concentrare l’attenzione sul lato non-visivo dell’arte, che dalle avanguardie a oggi ha assunto un’autonomia sempre maggiore e che, talvolta, si manifesta in modo esclusivo. Lo sviluppo di una specifica abilità, allo stesso tempo corporea e mentale, che alcune opere richiedono, permette di ritrovare un sapere e un sentire extravisivi che hanno fatto parte del nostro passato più lontano e che il primato pervasivo di una vista intesa come strumento unico di conoscenza ci ha portato a smarrire.

disegni tattili per Impariamo a conoscere i nostri amici animali, Giunti-Progetti educativi, Firenze 2008. Volume per bambini non vedenti. Nell’inverno di quest’anno ho fatto questi e altri disegni per un progetto con Giunti-Progetti educativi e Purina. Un progetto non semplice: tradurre dei concetti espressi in forma testuale in una forma tattile, non visiva. Senza essere troppo scientifici, ognuno di noi si fa una idea del mondo, delle cose, attraverso l’esperienza e questo produce una serie di tracce che si compongono nel tempo in forma di immagini mentali. Così tutti noi abbiamo dentro di noi delle immagini delle cose anche se non le abbiamo mai viste: non ho mai visto il mostro di Lochness ma probabilmente posso immaginare di farne un disegno solo per averne sentito parlare, sovrapponendolo, a memoria, ad immagini che già conosco di cose simili. Immagini conosciute, condivise da tutti. Tradurre un libro testuale o visivo in forma tattile è un poco questo procedimento: cercare dentro la testa delle immagini condivise, associare i concetti a quelle e costruire delle relazioni semantiche. Segnalo che il libro è in distribuzione gratuita presso gli indirizzi che ho segnalato sopra.