SOTTO LA PELLE DELL’AVATAR? NIENTE? … SICURI?

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Pelle trasparente di un modello medico

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Inside information 001: autoritratto come Asian

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Inside informatio 002: Joannes Bedrosian (sperando non me ne voglia)

Per poter dare una risposta corretta alla domanda d’apertura credo che innazitutto ci si debba immergere coscientemente dentro i mondi metaforici. Non “guardarci dentro” ma dal di dentro. (il metodo immersivo).

La conoscenza di noi stessi, della nostra immagine corporea coincide con la conoscenza dei confini del nostro corpo. La pelle è la prima frontiera che conosciamo fin dalla nascita.Ogni essere vivente, ogni organo, ogni cellula ha una pelle o una scorza, tunica, involucro, carapace, membrana, meninge, armatura, paratia, pellicola, pleura…

Nel corpo umano, la pelle è più che un organo, è un insieme di organi diversi. Non è solo organo di senso ma svolge funzione biologiche, metaboliche.La pelle di ogni animale, compreso l’uomo, è un involucro che contiene cose. Si dilata e si contrare (si riempe e si svuota) continuamente in quanto respiriamo.La pelle dell’avatar apparentemente non contiene nulla. Come si vede nella foto qui sopra la posso penetrare senza avere bisogno di ferri. Scopro che è vuota di cose materiali (in apparenza), contrariamente a quanto accade per il corpo umano del quale mostro un modello qui sotto.

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Modello medico di corpo umano in resina

RISPOSTA:Per lo psicanalista che io non sono, la pelle ha una importanza capitale: essa fornisce all’apparato psichico le rappresentazioni costitutive dell’Io e delle sue principali funzioni.
Prendo da Didier Anzieu (dal suo volume L’Io-pelle – Edizioni Borla, 1995) un piccolo schema semplice per capire che la pelle ha una funzione che va oltre il dato biologico e che anzi assume un forte valore in relazione alla nostra più profonda persona: all’Io-pelle, la superficie psichica con funzione di intersensorialità che aderisce alla pelle stessa, assegna “tre funzioni: una funzione di involucro, contenitore e unificante del Sé, una funzione di barriera protettiva della vita psichica, una funzione di filtro degli scambi e di iscrizione delle prime tracce, funzione che rende possibile la rappresentazione. A queste tre funzioni corrispondono tre raffigurazioni: il sacco, lo schermo, il setaccio”. (pag 123)

In altre parole quella cosa lì, quel sacco che contiene un vuoto digitale in realtà è qualcosa di noi, e ha le stesse funzioni della nostra pelle nel momento in cui diventa la nostra pelle vicaria (non virtuale).Anche la pelle dell’avatar (l’io-pelle – Didier Anzieu) è una superficie psichica con funzione di intersensorialità.
Come per la pelle del nostro corpo, che assolve una funzione di sostegno dello scheletro e dei muscoli, cosi la pelle dell’avatar adempie ad una conservazione della vita nostra stessa psichica negli ambienti metaforici.

P.S: Altro contribuo al corpo come tema condiviso con Laura.